•   Wednesday, 14 Nov, 2018
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“Il silenzio del gatto” ,quando un aforisma diventa un romanzo di successo.

Il romanzo di Roberta Garbaccio, uscito il 17 gennaio scorso, è già in ristampa; un vero e proprio caso editoriale per una casa tra le più audaci e fresche sul territorio nazionale: Guida Editore.

MILANO, giugno 2018 - Roberta Garbaccio, docente di Filosofia e Storia del Liceo di Ischia, giornalista, autrice di testi di didattica ed economia è alla sua seconda prova letteraria, dopo il fortunato “La Corte delle aquile”, edito da RCE

 

“Il silenzio del Gatto” si apre con una breve proposizione di uno tra i più grandi aforisti italiani viventi, Fabrizio Caramagna (la trasmissione Ballando con le Stelle di Milly Carlucci lo ha annoverato nell’empireo degli scrittori di nota fama, tra gli autori più citati dopo Jacques Prévert, Madre Teresa di Calcutta e Conrad), con cui la Garbaccio ha intessuto un rapporto di amicizia e stima reciproca:

 

“Quella notte, mentre gli uomini dormivano, tutti i libri si aprirono per un istante alla stessa pagina – una pagina che nessun lettore aveva mai letto – e mostrarono la vera storia di Dio e dell’Universo. Ma la vide solo un gatto e se ne andò senza dir nulla.” 

 

Il romanzo si chiude con l'annuncio che il gatto non è stato ancora pervenuto, rimanendo così l'unico depositario dei segreti cosmici e di una verità necessariamente inaccessibile all'essere umano, ingaggiato dal canto suo in una serie infinita di peripezie alla ricerca dell'equilibrio esistenziale e dell'autenticità del vivere.

In particolare, la trama è incentrata sulla figura di Eleonora, donna vulnerabile e titubante, protagonista di una serie di fallimenti a livello famigliare, sentimentale e lavorativo. Il Sasso sperduto, la casa ormai in decadenza a Montefriscone di Sotto appartenuta alla nonna Ernesta, sembra l'unico rifugio possibile. Ma un tubo da riparare, forse una botta in testa ed Eleonora si ritrova giovane, nei magnifici anni '60, quelli dominati da icone storiche quali il marchio Coca Cola, il detersivo Tide e la Brillantina Linetti, la rivolta studentesca e molto altro ancora. Il giorno in questione Eleonora aveva 17 anni e la nonna aveva appena comprato una lavatrice: il paese assiste sgomento al lavaggio dei panni, il quale non andrà benissimo, come d'altro canto i tentativi della protagonista di risistemare i ciottoli della propria esistenza andata in frantumi. D'altra parte, come suggerirebbe Lev Tolstoj,
dietro ogni cortina famigliare sguazzano tensioni, relazioni complesse, incomprensioni, nodi intricatissimi e febbrili, che solo col tempo o – come in questo caso- con un appassionante viaggio nel tempo, possono trovare un minimo di risoluzione e cura; infatti, raggiunto questo climax, il romanzo lascia finalmente spazio a un percorso di formazione e di crescita, a una raggiunta consapevolezza di sé, che determinano un cambiamento di prospettiva.
Il testo si presenta come una commistione tra giallo e romanzo storico molto particolareggiato, che investiga, tra le altre cose, la separazione - definita dalla stessa autrice più spirituale che geografica - tra Nord e Sud, tra le regioni Campania ed Emilia Romagna.
 
Indiscutibili la qualità della scrittura e il virtuosismo stilistico della Garbaccio, la quale è riuscita ad allestire una sorprendente commedia umana condendola di colpi di scena, momenti di suspence, fittissimi parallelismi e sottili riflessioni di carattere filosofico, senza scordarsi dello humor e di presentare coinvolgenti istanti di agnizione. Difatti, il romanzo, presentato al Margutta di Roma dalla regista Maria Pia Liotta, ad Ischia dallo storico Ciro Raia, è stato anche l’appuntamento di chiusura degli “Incontri con gli autori” all’Ulten Auser di Napoli ed ha ottenuto un consenso unanime di pubblico e di critica, tra cui i plausi dello stesso Fabrizio Caramagna, il quale lo ha definito una delle una delle pagine più belle della letteratura italiana contemporanea.
 
Chiara Zanetti
Ufficio Stampa
Aletheia | Arte e comunicazione

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